I primi crochi fioriti. Quattro. All’inizio del mixed border, la striscia di terra in bordura del prato. Sono ben visibili data la vicinanza del mixed border con la porta-finestra, il mio punto di osservazione.
Li ho scorti per la prima volta ieri, nel pomeriggio. Il sole splendeva radioso e, vista la mitezza e la luminosità della giornata, i quattro crochi, probabilmente speranzosi di ricevere un bombo o un’ape solitaria in visita di cortesia, avevano cominciato a schiudere le loro piccole corolle.
Oggi invece, essendo nuvolo, se ne stanno tutti e quattro con i tepali rinserrati.
Credo si tratti di Crocus sieberi della varietà ‘Firefly’ in quanto la forma della corolla è a coppa, i tre tepali esterni sono viola ametista, quelli interni bianco lilla e la base del fiore, così come il suo centro (fauce o gola) sono di un giallo carico.
Crocus sieberi ovvero crocus di Sieber.
Mi chiedo chi sarà stato questo Sieber di cui ci rimane una traccia nella nomenclatura del suddetto croco.
Consulto Wikipedia e scopro che si tratta di Franz Wilhelm Sieber, botanico austro-ceco nato e morto a Praga (1789-1844). Sieber compì molti viaggi in giro per il mondo in cerca di piante ma anche di animali e oggetti etnografici. Percorse vari paesi del Mediterraneo (Italia, Creta, Grecia, Palestina, Egitto) e si spinse fino in Australia, in Sudafrica e alle isole Mauritius. Rientrato in Europa, si trovò a doversi barcamenare fra mille difficoltà economiche e a un certo punto cominciò a dare segni di squilibrio mentale. Fu allora rinchiuso in un manicomio dove rimase fino alla morte, avvenuta quattordici anni più tardi.
A proposito della nomenclatura scientifica di questa pianta: Crocus è il genere e proviene dalla parola kròkus con cui gli antichi greci indicavano lo zafferano (Crocus sativus, il croco coltivato), sieberi è la specie, in questo caso l’epiteto è dato in onore di chi scoprì o descrisse per primo questa specie di croco (il nostro Franz Wilhelm Sieber). Sul sito del Missouri Botanical Garden trovo un elemento in più: dopo il binomio genere e specie, Crocus sieberi, e prima del nome della varietà, una creazione olandese del 1956, ’Firefly’, lucciola – forse per il punto di giallo luminoso nel cuore del fiore? – è indicata la sottospecie: subsp. atticus. Questo croco proviene dalla regione dell’Attica, dai dintorni di Atene: forse Franz Wilhelm lo scoprì durante il suo viaggio in Grecia.
Adesso questi quattro crochi, con tutto quello che ho appreso su di essi, mi paiono più preziosi.

