{"id":643,"date":"2026-02-03T19:36:00","date_gmt":"2026-02-03T18:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/lejardindepaola.be\/blog\/?p=643"},"modified":"2026-09-16T19:43:03","modified_gmt":"2026-09-16T17:43:03","slug":"hamamelis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilgiardinodipaola.be\/blog\/hamamelis\/","title":{"rendered":"Hamamelis"},"content":{"rendered":"\n<p>Piove. Una pioggia fine fine ma continua. Una pioviggine. Pi\u00f9 che vederla la sento che picchietta sul tetto. In lontananza, le chiome spoglie delle betulle e dei faggi sfumano, avvolte da un sottile velo cotonoso. Anche il verde delle alte conifere appare grigio e opaco oggi. Verso il fondo del giardino, contro il fogliame scuro dei rododendri, si stagliano i fiori ramati dell\u2019amamelide.<\/p>\n\n\n\n<p>Era una mattina di gennaio, un due-tre settimane fa e io ero in cucina, all\u2019acquaio. Guardo fuori dalla finestra e: \u00abTo\u2019\u00bb, mi dico, \u00abl\u2019hamamelis \u00e8 fiorita!\u00bb<br>In effetti, una miriade di batuffoletti arancio ricopriva i sui rami sottili, fino ad allora spogli. Sorrisone.<br>Arbusto deciduo dal portamento esteso \u2013 i rami si aprono come braccia \u2013 e dalla crescita lenta \u2013 quasi un alberello dopo svariati anni \u2013 l\u2019amamelide aspetta i mesi pi\u00f9 freddi per risvegliarsi e ravvivare, con i suoi fiori arruffati e odorosi, un angolo del giardino.<\/p>\n\n\n\n<p>Gialli, arancioni, rossi, a seconda della variet\u00e0, i fiori sbocciano a gruppetti e ognuno ha solo quattro petali filiformi, come quattro nastrini, quattro striscioline un poco spiegazzate rivolte per lo pi\u00f9 verso il basso.<br>Per alcuni, questi strani fiori assomigliano a dei ragnetti, con le zampe ora aggranchite, ora flesse, ora distese. Per altri, probabilmente suggestionati dal nome popolare (il \u00abnocciolo delle streghe\u00bb) sono appunto come le dita lunghe, deformi e ricurve, le dita artigliate delle streghe.<br>A me, quando li osservo ben bene da vicino, ricordano piuttosto le frange di carta colorata delle trombette di carnevale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per anni ho creduto di aver piantato un esemplare di <em>Hamamelis<\/em> <em>x intermedia <\/em>&#8216;Diane&#8217; perch\u00e9 cos\u00ec era scritto, sull\u2019etichetta penzolante da un ramo, quando la scelsi nel vivaio specializzato e la portai a casa. Recentemente ho scoperto che la mia &#8216;Diane&#8217; in realt\u00e0 \u00e8, molto probabilmente, &#8216;Robert&#8217;: niente fiori rossi (quelli di &#8216;Diane&#8217; sono rossissimi) ma di un rosso arancio che sfuma in quasi giallo alle estremit\u00e0; fioritura precoce a gennaio (confermo) e un profumo, un profumo intenso, speziato, ma anche dolce e agrumato, simile a quello che sprigiona fra le mani la buccia di una clementina mentre la apri e che permane ancora a lungo sui polpastrelli dopo averne mangiato la polpa succosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nome scientifico dell\u2019amamelide in latino \u00e8 <em>Hamamelis<\/em> che, ho letto, viene da due parole del greco antico, <em>hama<\/em> e <em>melon<\/em>, il cui significato \u00e8 \u00abinsieme al frutto\u00bb perch\u00e9 i fiori in alcune specie (per esempio quelli <em>dell\u2019Hamamelis virginiana<\/em>, a fioritura autunnale) sono presenti contemporaneamente ai frutti dell\u2019anno precedente. <\/p>\n\n\n\n<p>Esistono cinque specie di hamamelis: tre provenienti dal Nord America (<em>H. virginiana<\/em>, <em>H. vernalis<\/em> e <em>H. ovalis<\/em>) una dal Giappone (<em>H. japonica<\/em>) e una dalla Cina (<em>H. mollis<\/em>, mollis per le foglie vellutate).<br>Le variet\u00e0 profumate che fioriscono in inverno \u2013 come il mio &#8216;Robert&#8217; \u2013 sono spesso precedute dalla dicitura <em>Hamamelis x intermedia<\/em>. Questo significa che sono il risultato di una ibridazione (la<em>x<\/em> sta per ibrido) tra due specie (la cinese e la giapponese) e che l\u2019incrocio presenta caratteristiche genetiche di entrambe le specie (per questo <em>intermedia<\/em>, almeno se ho capito bene).<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 il portainnesto \u2013 la parte inferiore della pianta che corrisponde grossomodo all\u2019apparato radicale \u2013 su cui \u00e8 innestata la variet\u00e0 nata dall\u2019incrocio delle due specie asiatiche, di solito \u00e8 americano: si tratta <em>dell\u2019Hamamelis virginiana<\/em> utilizzata a questo fine perch\u00e9 pi\u00f9 vigorosa e resistente alle malattie.<br>Adesso capisco come mai, a fine agosto del 2020, quando l\u2019arbusto era ancora in piena vegetazione, alcuni rami di &#8216;Robert&#8217; inaspettatamente fiorirono e i fiori erano gialli. Di sicuro si doveva trattare di qualche ramo generato dal portainnesto, qualche pollone basale dell\u2019<em>Hamamelis virginiana<\/em> che io, inesperta, non avevo tempestivamente eliminato.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Hamam\u00e9lis<\/em>, con l\u2019accento sulla i finale, \u00e8 il nome della pianta in francese e il primo che ho imparato. Per scrivere questo post ho cercato la traduzione in italiano e adesso so che in italiano si pu\u00f2 dire hamamelis o \u00abamamelide\u00bb con l\u2019accento, in entrambi i casi, sulla e: hamam\u00e8lis e amam\u00e8lide.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il nome scientifico \u00e8 <em>Hamamelis<\/em> il nome popolare \u00e8 invece \u00abnocciolo delle streghe\u00bb in italiano, <em>noisetier des sorci\u00e8res<\/em> in francese e <em>witch hazel<\/em> in inglese.<br>Dal Nord America, dove questa pianta era gi\u00e0 conosciuta e apprezzata dalle popolazioni indigene soprattutto per le sue propriet\u00e0 medicinali, l\u2019hamamelis fu introdotta in Europa, precisamente in Inghilterra, nella prima met\u00e0 del Settecento. Quindi, il nome inglese <em>witch hazel<\/em>\u00a0 precede i nomi \u2013 che poi sono la sua traduzione \u2013 in italiano e in francese. Ma perch\u00e9 <em>witch hazel<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p>Il riferimento al nocciolo (<em>hazel <\/em>in inglese ) si spiega facilmente osservando le due piante: i rami e le foglie dell\u2019amamelide assomigliano molto a quelli del nocciolo.<br>Il legame con le streghe \u00e8 invece meno chiaro. \u00c8 vero che <em>witch<\/em> si traduce normalmente con \u00abstrega\u00bb ma qui <em>witch<\/em>, da quello che ho trovato in rete, sembra derivare dal pi\u00f9 antico <em>wych<\/em> con il significato di \u00abflessibile\u00bb in riferimento ai rami di questo arbusto che si piegano facilmente. Un\u2019altra ipotesi \u00e8 che <em>witch<\/em> si ricolleghi alla consuetudine, sia presso alcune trib\u00f9 di nativi americani sia presso i primi coloni, di utilizzare i rametti a Y dell\u2019amamelide per trovare sorgenti d\u2019acqua sotterranee: il <em>water witch<\/em> in inglese \u00e8 infatti il nostro rabdomante.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corrispondente di <em>witch hazel<\/em> in neerlandese (lingua che io, purtroppo, mi sa non imparer\u00f2 mai) \u00e8 <em>toverhazelaar<\/em>: c\u2019\u00e8 sempre il nocciolo (<em>hazelaar) <\/em>ma la prima parte della parola, <em>tover<\/em>, da quello che mi dice l\u2019IA, \u00e8 la radice che rimanda alla magia, all\u2019incantesimo e si pu\u00f2 tradurre con magico, incantato.<br><em>Toverhazelaar<\/em>, nocciolo magico. S\u00ec, qualcosa di magico indubbiamente c\u2019\u00e8 in questo arbusto che, quando il resto del giardino dorme ancora della grossa, si risveglia silenzioso in una festa tutta sua di colore e di profumo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piove. Una pioggia fine fine ma continua. Una pioviggine. Pi\u00f9 che vederla la sento che picchietta sul tetto. In lontananza, le chiome spoglie delle betulle e dei faggi sfumano, avvolte da un sottile velo cotonoso. Anche il verde delle alte conifere appare grigio e opaco oggi. 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