{"id":112,"date":"2023-07-15T15:00:00","date_gmt":"2023-07-15T13:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/lejardindepaola.be\/blog\/?p=112"},"modified":"2026-09-13T18:13:42","modified_gmt":"2026-09-13T16:13:42","slug":"escna-azzurra-aeshna-cyanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilgiardinodipaola.be\/blog\/escna-azzurra-aeshna-cyanea\/","title":{"rendered":"Escna azzurra (Aeshna cyanea)"},"content":{"rendered":"\n<p>Immobile e verticale, una grande libellula si tiene aggrappata sul margine della pagina superiore di una foglia di ninfea, anch\u2019essa verticale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il periodo estivo dal fusto ancorato sul fondo melmoso l\u2019unica ninfea del laghetto invia allegramente in superficie un\u2019esuberanza di giovani foglie. Come grappoli di curiosi, le giovani foglie\u00a0 premono, spingono, sgomitano, si ammonticchiano le une sulle altre in un trionfo di verdi, cerose, srotolantesi rotondit\u00e0.\u00a0Anche i boccioli della ninfea sono desiderosi di affacciarsi sul pelo dell\u2019acqua, hanno voglia anche loro di aprirsi e galleggiare, di mostrare all\u2019aria le belle corolle stellate fatte di tanti carnosi, spirociclici petali giallo pastello. Ma dove sono i fiori? A fatica li scorgo, occultati come sono da questo affastellamento fogliare.<\/p>\n\n\n\n<p>La testa rivolta all\u2019ins\u00f9, la grande libellula si tiene aggrappata al margine superiore della sua foglia con il primo paio di zampe e se ne sta cos\u00ec immobile da parere incrostata alla parete vegetale a cui \u00e8 sospesa. Quasi un gioiello, un pendentif Art Nouveau d\u2019oro giallo, crisoprasio e smalto\u00a0a cattedrale\u00a0adagiato nel suo scrigno di sete cangianti verde smeraldo.\u00a0Meglio non muoversi, cos\u00ec da passare inosservata all\u2019occhio di possibili predatori. E poi non \u00e8 ancora pronta a propriamente muoversi: deve aspettare, paziente, che tutto il suo organismo, all\u2019aria e al calore del sole pomeridiano, arrivi al termine della metamorfosi.<\/p>\n\n\n\n<p>La grossa testa dorata, il torace verde mela, il lungo e sottile addome colorato di nero e di celeste, le ali con le estremit\u00e0 un poco incurvate, morbide, non ancora completamente distese e indurite, non ancora atte al volo, non ancora in grado di sollevarla e di portarla a esplorare il mondo\u00a0 lungo le rotte aeree. Nel passaggio dall\u2019ambiente acquatico all\u2019ambiente terrestre, di sicuro questo momento di stasi forzata, ma necessaria, \u00e8 il momento pi\u00f9 delicato per lei, quello in cui si trova pi\u00f9 esposta e indifesa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019emozione dell\u2019emergenza. Finalmente emersa \u2013 da quanto tempo: una, due ore? \u2013 dall\u2019elemento liquido in cui ha trascorso \u2013 per uno, due, tre, forse quattro anni? \u2013 la prima parte della sua esistenza. Finalmente sfarfallata, piano, faticosamente, dal suo ultimo involucro disseccato all\u2019aria, fessurato, spaccato lungo il dorso: lo spiraglio, la porta socchiusa, la via di fuga.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quante volte, mi chiedo, la larva sott\u2019acqua avr\u00e0 gi\u00e0 dovuto raccogliere tutte le sue forze e venire fuori dall\u2019involucro precedente in cui stava racchiusa \u2013 ormai divenuto corazza opprimente \u2013 per continuare a crescere rivestita di un abito nuovo fiammante, con la stessa foggia, solo un po\u2019 pi\u00f9 largo, un po\u2019 pi\u00f9 comodo perch\u00e9 di taglia superiore? Di sicuro nel lungo lasso di tempo della sua prima vita da larva, le mute sono state tante nel laghetto, tra il fondo oscuro brulicante di microrganismi, le piante sommerse ondeggianti, le rane pi\u00f9 o meno canterine, la massa d\u2019acqua non proprio limpida. E oggi, oggi \u00e8 il gran giorno. Il giorno del passaggio finale dal dentro al fuori, a un altro fuori. La larva \u00e8 emersa in superficie \u00a0e dalla larva \u00e8 emerso l\u2019insetto pi\u00f9 o meno perfetto, dotato di immensi occhi, di un lungo sottile addome, di quattro grandi ali membranose che presto saranno completamente distese e pronte a librarlo, veloce e sicuro, nell\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p>Libellula pi\u00f9 che abbozzata, quasi compiuta, con le tue ali di vitrea trasparenza ancora, teneramente, un poco accartocciate, con la tua pigmentazione che, lentamente, evolve verso tonalit\u00e0 pi\u00f9 decise. Non posso rimanere ad assistere al tuo primo volo ma dalla sponda mi sporgo per fotografarti. Immagine, un poco sfocata, di questa immagine che adesso sei tu.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Eccomi di nuovo qua, al laghetto. Dovevo accertarmi che eri partita. In effetti \u2013 per fortuna \u2013 non ci sei pi\u00f9.\u00a0 Simmetrico a dove stavi ieri, in alto ma sul margine della pagina inferiore della foglia, scorgo ancora appeso e leggero, l\u2019ultimo tuo vecchio abito acquatico smesso, abbandonato poco prima di partire.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immobile e verticale, una grande libellula si tiene aggrappata sul margine della pagina superiore di una foglia di ninfea, anch\u2019essa verticale.&nbsp;<\/p>\n<p>Durante il periodo estivo dal fusto ancorato sul fondo melmoso l\u2019unica ninfea del laghetto invia allegramente in superficie un\u2019esuberanza di giovani foglie. 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